Quando si decide di ristrutturare casa, è fondamentale avere un minimo di dimestichezza con le principali normative e con i documenti e le procedure amministrative a esse legati. Uno di questi è la SCIA. Se vuoi sapere cos’è e a cosa serve, seguici nelle prossime righe e leggi la guida sull’argomento.

SCIA edilizia: di cosa si tratta?

Iniziamo a dire che con la sigla SCIA si intende la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. A livello tecnico, si tratta di una procedura amministrativa introdotta dalla legge 122 del 2010. Il suddetto testo normativo, ha cambiato le carte in tavola sostituendo la denuncia d’inizio attività.

Con l’introduzione della SCIA, il legislatore si è posto l’obiettivo di semplificare ulteriormente le procedure amministrative che vengono espletate quando si inizia un lavoro di ristrutturazione.

Uno dei vantaggi indubbi introdotti dalla SCIA riguarda la possibilità di cominciare i lavori subito, il giorno stesso del deposito della pratica.

Con la DIA, ossia la Denuncia Inizio Attività, era necessario attendere 30 giorni. Fondamentale è ricordare che il Comune presso il quale si svolgono i lavori di ristrutturazione ha tempo un mese per effettuare la verifica sulla regolarità degli stessi. In caso di problemi, ha la facoltà di richiederne l’interruzione.

Per quali lavori si deve presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività?

Tocchiamo ora un argomento molto importante e parliamo delle tipologie di lavori di ristrutturazione per i quali è necessario presentare la SCIA.

Ricordiamo che si tratta dei medesimi interventi per i quali, in passato, era obbligatoria la DIA. Parliamo quindi di

  • Lavori di manutenzione straordinaria
  • Cantieri di ristrutturazione edilizia
  • Lavori di restauro e risanamento conservativo

La SCIA è obbligatoria anche in caso di esecuzione di lavori che alterano la sagoma dell’edificio. Questo vale a parità di volumetria e considerando i vincoli previsti dalla normativa vigente.

Nel novero degli interventi che richiedono la SCIA, ricordiamo anche quelli finalizzati al recupero totale o parziale di edifici crollati od oggetto, in passato, di procedure di demolizione.

Fondamentale è fare riferimento, per i lavori di manutenzione straordinaria, all’introduzione della CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata). Grazie ad essa e alla legge 73 del 2010, sono state introdotte nuove semplificazioni.

Gli interventi di manutenzione straordinaria, infatti, possono essere effettuati con la suddetta pratica quando non sono di natura strutturale.

Facciamo un esempio molto semplice e immaginiamo il caso di una persona che modifica la distribuzione interna delle stanze del proprio appartamento. In una situazione del genere, se non vi è intervento sulle parti strutturali, è suffficiente la CILA.

Qualora, invece, l’intervento dovesse richiedere il lavoro su un muro portante, bisogna presentare la SCIA.

scia

Quali documenti allegare alla SCIA?

Quando si presenta la SCIA, è necessario prendere in considerazione anche altri documenti, come per esempio  la dichiarazione asseverata rilasciata dal tecnico progettista, che può essere un architetto, un ingegnere o un geometra.

Diverse amministrazioni locali prevedono la possibilità di inviare la SCIA tramite canale telematico, corredata ovviamente di tutti i suoi allegati.

SCIA tardiva: di cosa si tratta?

Qualora i lavori inizino prima della presentazione della SCIA, si può fare ricorso alla SCIA tardiva. La pratica in questione ha poche differenze con la normale Segnalazione Certificata di Inizio Attività. L’unico aspetto da considerare riguarda l’obbligo di versare al Comune presso il quale si svolgono i lavori di ristrutturazione una sanzione minima di 516 euro.

SCIA in sanatoria: cos’è e a cosa serve?

Se, invece, i lavori sono già terminati, si ricorre alla SCIA in sanatoria. In questo frangente, è necessario effettuare degli accertamenti per la conformità, seguendo le procedure vigenti con la DIA. Ovviamente, anche in questo caso è necessario versare una sanzione pecuniaria.

Altre autorizzazioni

Per completare il quadro, specifichiamo che, prima di presentare la SCIA, è possibile rivolgersi allo Sportello Unico per l’Edilizia e richiedere alcuni documenti fondamentali per l’intervento.

In questo novero è possibile includere l’autorizzazione sismica, così come quella paesaggistica. L’inizio dei lavori può avvenire solo dopo la comunicazione da parte dello Sportello Unico per l’Edilizia, che ha il compito di ufficializzare l’avvenuta acquisizione degli atti d’assenso.

Questa procedura è molto vantaggiosa, dal momento che non richiede di rivolgersi ad altri enti amministrativi.

Dove si presenta la SCIA e chi può provvedere a ciò?

In conclusione, ricordiamo che la SCIA deve essere presentata all’ufficio tecnico del Comune presso il quale si trova l’unità interessata dai lavori di ristrutturazione o risanamento. La pratica può essere presentata dal proprietario dell’immobile, che deve allegare un progetto redatto da un tecnico abilitato, come per esempio un architetto o un ingegnere.

Fondamentale, inoltre, è la relazione di asseverazione sulla conformità a livello urbanistico, sanitario e di sicurezza.

Stai pensando di ristrutturare casa e vuoi maggiori informazioni su questa pratica? Contattaci ora e raccontaci le tue esigenze!

 

 

Condividi

Condividi questo post con i tuoi amici!