Intonacare casa: come farlo con la calce

In quelle cartoline che una volta si spedivano dalle isole del Mediterraneo – come ad esempio Cipro, Malta e gli arcipelaghi della Grecia – spesso venivano raffigurate splendide case di un bianco abbagliante, che unite a quel caratteristico tetto rotondo di colore blu facevano bella mostra di sé e invidia a quelli che restavano a casa.

A prescindere dal notevole impatto estetico, quel biancore è frutto dell’utilizzo della calce, un materiale che fin dall’antichità veniva utilizzato per intonacare gli interni e gli esterni delle abitazioni, in modo da tenere lontano il calore e l’umidità.

Ecco quindi spiegata la funzione originaria di questo materiale, che serviva proprio per raffrescare gli interni delle abitazioni, in quanto il suo bianco accecante rifletteva i raggi del sole.

Riprendendo quest’antica funzione, oggi la calce rappresenta un modo eco-sostenibile di intonacare casa, senza inquinare o utilizzare sostanze nocive per la vostra salute.

Delle sue applicazioni in ambito edilizio, dei vantaggi e delle tecniche di stesura parleremo perciò nei paragrafi che seguono, focalizzando la nostra attenzione sul cosiddetto Tadelak, ossia un antichissimo metodo d’intonacatura proveniente dal Marocco, dall’effetto molto simile allo stucco veneziano.

intonacare casa

Un materiale sostenibile fin dal processo produttivo

La calce è un materiale naturale al 100%: infatti viene ottenuta mediante la cottura della pietra calcarea, per poi successivamente essere sbriciolata per ottenere una polvere da mescolare con acqua e sabbia.

In questo processo non c’è quindi l’utilizzo di alcun additivo chimico di sorta, il quale anche in fase di stesura non viene rilasciato in alcun modo.

Unico elemento rilasciato in fase di produzione è l’anidride carbonica, la quale però risulta essere molto inferiore a livello di quantità rispetto ai processi produttivi del cemento e del calcestruzzo, materiale basilare nell’edilizia tradizionale.

Il fatto poi che la calce sia presente praticamente in ogni territorio e in grande abbondanza rende questa risorsa sostenibile anche dal punto di vista logistico: infatti non vi sono alti costi di trasporto, col risultato che il prodotto finale ha un prezzo accessibile e soprattutto possiede una filiera corta praticamente a impatto zero.

I vantaggi derivati dalla sua stesura sulle pareti

Per quanto riguarda poi i benefici apportati dalla calce alle pareti interne ed esterne, tra questi rientrano:

  • elevate capacità fonoassorbenti
  • proprietà antisettiche, che tengono lontani germi, parassiti e batteri
  • grande traspirabilità delmuro, che evita la formazione di muffa e umidità superficiale e in profondità
  • maggior resarispetto ai normali leganti cementizi, con un risparmio fino al 50% di prodotto da stendere
  • una sensibile riduzione degli sbalzi termicitra interno ed esterno del muro
  • proprietà ionizzantiche eliminano gli inquinanti presenti nell’aria che si respira all’interno degli ambienti
  • un assorbimento parziale del CO2emesso in fase produttiva, grazie alla conversione dell’anidride carbonica in carbonato di calcio, un sale che si forma quando la pietra calcarea viene cotta ad elevate temperature
  • un notevole risparmio economicodato dal non dover applicare alcun tipo di rivestimento interno (ceramica, gres porcellanato, legno)

Il Tadelak: una tecnica marocchina di intonacatura dall’effetto elegante e sorprendente

Venendo ora ad analizzare le tecniche di stesura della calce a livello murario, di recente è stata riscoperto il Tadelak, un metodo nativo del Marocco che inizialmente aveva lo scopo di rendere impermeabili le cisterne di raccolta dell’acqua.

Grazie alle elevate caratteristiche impermeabilizzanti della calce, oggi questa tecnica può essere messa in atto in tutti gli ambienti più umidi della casa – come ad esempio i bagni e le cucine – per mantenere la salubrità degli ambienti ed evitare la formazione di muffe e macchie.

Oltre alla calce, la base del Tadelak prevede l’impiego di sabbia fine, polvere di marmo e pigmenti di colore naturali, che a seconda della loro tipologia donano un effetto tonale particolarmente elegante e soprattutto personalizzato. Il tutto da disciogliere ovviamente in una percentuale congrua di acqua.

Come si procede alla stesura di questa miscela?

In prima battuta è necessario che la parete da sigillare sia stata preparata con un fondo di normale intonaco.

Una volta che questo si sarà seccato, si procede a stendere 3 o 4 millimetri di miscela di calce e sabbia sulla superficie, con l’aiuto della cazzuola. L’operazione andrà ripetuta fino a che il muro non sarà completamente sigillato.

Una volta che si sarà asciugato lo strato di calce, andrà poi applicato un piccolo quantitativo di sapone a base di olio d’oliva, che viene di solito sciolto in acqua.

Questo additivo naturale contribuisce a dare alla parete quell’aspetto brillante tipico dello stucco veneziano: infatti grazie ai movimenti circolari di stesura si ha la medesima tipologia di effetto a livello tecnico.

Solitamente si utilizza una pietra tonda e piatta per quest’operazione e la si ripete finché il muro non sarà completamente levigato e ondulato.

In alternativa al sapone all’olio di oliva si può usare dell’olio di semi di lino, il quale possiede all’incirca le medesime proprietà leviganti e lucidanti.

In alcuni casi, specialmente se la superficie da intonacare è quella del bagno, oltre allo strato di sapone si può stendere un velo di cera d’api, allo scopo di assicurare maggior impermeabilità e lucentezza.

Una volta assorbito tale strato, con un panno di lana si procede alla lucidatura finale della superficie, la quale sarà colorata nella maniera che più vi piace, grazie all’impiego di pigmenti assolutamente naturali e atossici.

Quanto tempo occorre per questa tipologia di tecnica?

È chiaro che i numerosi passaggi da ripetere in sequenza non hanno tempistiche di lavorazione standard; inoltre, a seconda dell’umidità e del clima della vostra casa, ci vorrà più o meno tempo prima che il sapone e la calce si secchino completamente, rendendo la parete liscia e dotata di quella luminosità tipica di questa tecnica.

Per questo non è possibile fare una stima dei tempi di lavorazione, così come dei costi: infatti se da una parte la calce può costare pochi centesimi al sacco, così come la sabbia da aggiungere alla miscela, dall’altra la natura artigianale della tecnica fa sì che ogni professionista rediga il proprio preventivo in base al costo della propria manodopera, che ovviamente tiene conto anche dei metri quadri complessivi da intonacare.

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