Torre Libeskind: informazioni sul progetto e non solo

Dopo la Torre Isozaki e il grattacielo firmato dall’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, il progetto Citylife si arricchisce di una nuova, futuristica costruzione.

Si tratta della Torre Libeskind, che prende il nome dal suo progettista, che ospiterà dal 2020 la sede della società internazionale di consulenza PWC e che diverrà il terzo edificio più alto di Milano, dopo la Torre Unicredit e il grattacielo Isozaki, sede della compagnia assicurativa Allianz.

Un design unico con un occhio attento all’ambiente

L’edificio, che raggiunge i 175 metri di altezza e che si sviluppa su di una superficie di oltre 30.000 metri quadri, presenta un caratteristico design curvilineo, realizzato secondo i più moderni criteri di sostenibilità ambientale, in modo da risparmiare risorse energetiche, minimizzare i consumi di energia, ma soprattutto rendere gli ambienti confortevoli e soprattutto stimolanti dal punto di vista lavorativo.

torre pwc

La facciata continua: per unire bellezza e funzionalità in un’unica soluzione

L’attenzione ai dettagli e all’ambiente la si nota nell’utilizzo delle facciate continue in vetro, le quali ricoprono una superficie di ben 27.000 metri quadrati.

A metà tra elemento strutturale e materiale isolante, le pareti ventilate continue in vetro sono l’ultima frontiera dell’isolamento termoacustico e permettono di scatenare la fantasia, grazie alla possibilità di creare forme di diversa tipologia, come testimonia la Torre PWC stessa.

Il tutto col vantaggio di isolare gli ambienti interni da umidità, alte temperature, rumori e intemperie grazie all’intercapedine in cui si ha un ricircolo d’aria e al materiale isolante che costituisce lo strato esterno.

Una struttura di oltre 31 piani collegata al cuore della città

I 31 piani della Torre Libeskind, rivestiti senza soluzione di continuità da un involucro esterno ad alta efficienza energetica, sono in questo senso un esempio di come le più sofisticate tecnologie produttive possano ridurre gli sprechi e al tempo stesso donare il massimo del comfort a coloro che lavoreranno ogni giorno all’interno di questa struttura.

Destinati a ospitare oltre 3000 lavoratori, gli uffici della Torre Libeskind di Citylife sono collegati al centro città attraverso la linea della metropolitana M5, con una hall di rappresentanza a cui si accede direttamente dal livello inferiore dello Shopping District di Citylife, così come dalla piazza antistante le Tre Torri.

Otto ascensori collegano i 28 piani di uffici direzionali, i cui meccanismi sono nascosti nella parte concava del vertice della torre, così come le torri di evaporazione e le strutture dei montacarichi di servizio.

Sempre al livello inferiore troviamo poi 3 sale congressi da 50 posti ciascuna e un’area verde, che si ricollega all’idea originale del progetto Citylife di costruire un parco pubblico per aumentare a Milano gli spazi di fruizione all’aperto.

La curva rinascimentale: un concetto classico rivisitato in chiave contemporanea

L’eleganza del motivo curvilineo della struttura – che si ispira alla forma tipica della cupola rinascimentale – sarà poi sublimata nella parte alta da una “coronaconcava in vetro, la quale regalerà una splendida vista su questo nuovo quartiere milanese, nato dal progetto di riqualificazione dell’ex Fiera Campionaria.

La linea curva inoltre, tipica anche della Torre Hadid e della sua struttura tortile, raccorda e abbraccia idealmente tutti e tre gli edifici della piazza: infatti al centro la verticalità della Torre Isozaki funge da perno su cui ruotano le forme dei due grattacieli ai lati, i quali la inglobano in una sorta di semisfera ideale, dando così nel complesso un’idea di universalità tipica del Rinascimento, epoca straordinaria di scoperte scientifiche e di produzioni letterarie che hanno cambiato il corso dei secoli avvenire.

La linea curva, tipica delle cupole delle più grandi cattedrali costruite nel periodo rinascimentale – basti citare come esempio quella di Santa Maria del Fiore a Firenze, progettata dall’architetto Brunelleschi e completata nel 1471 – è la base di questo ambizioso progetto architettonico, che vuole ispirarsi al passato per gettare le basi di un futuro ambizioso e attento alle esigenze ambientali.

Citylife: un progetto ambizioso con uno sguardo teso al futuro

Cominciati nel 2016, i lavori di costruzione della Torre Libeskind – oramai conosciuta da tutti i milanesi come “Il Curvo” – termineranno verso la fine di quest’anno, andando così a completare il trittico di grattacieli previsti nel progetto originale di Citylife, società al cui vertice troviamo le Assicurazioni Generali e il gruppo Allianz.

Dopo l’aggiudicazione del bando nel 2004 da parte dell’omonimo gruppo societario, il progetto Citylife comincia a prendere concretamente forma nel 2007, con l’obiettivo iniziale di chiudere i cantieri entro il 2015, anno in cui si è tenuta l’Esposizione Universale presso i padiglioni di Rho Fiera. A seguito dei ritardi però il fine lavori è stato spostato a fine 2018, periodo per il quale si dichiarerà definitivamente conclusa la realizzazione dell’area ciclo-pedonale più grande di Milano.

L’obiettivo dichiarato infatti è quello di dar spazio alla circolazione di pedoni e biciclette, grazie alla costruzione di piste ciclo-pedonali al livello stradale.

Per quanto riguarda invece il traffico su gomma, questo è destinato ai livelli sotterranei, in cui sono situati ampi parcheggi.

Il parco pubblico in superficie invece sarà la terza area verde più grande di Milano, coi suoi 168.000 metri quadri, che seguono in ordine di vastità quelli di Parco Sempione e dei Giardini di Porta Venezia.

L’unione di spazi verdi e architetture futuristiche, in aggiunta alla creazione di vari complessi residenziali e di uno Shopping District a poca distanza dalle Tre Torri, sono il tratto distintivo di un progetto ambizioso che guarda a Milano come una città in grado di paragonarsi a tutte le grandi capitali europee e di esportare cultura, bellezza e modernità in tutto il mondo.

Completa la riqualificazione dell’Area della Fiera Campionaria il recupero dell’Ex Palazzo dello Sport, risalente al 1923 e divenuto dal 2013 il Palazzo delle Scintille, all’interno del quale si svolgono eventi e manifestazioni di vario genere, come ad esempio le sfilate che hanno caratterizzato l’edizione 2013 della Milano Fashion Week.

Un modo efficace di attirare visitatori da tutto il mondo e di puntare ancora una volta i riflettori su di una città che ha saputo negli anni abbandonare il grigiore industriale per darsi anima e corpo alla rivalutazione culturale dei propri spazi comuni.