Pneumatici esaustri per l'isolamento acustico: il progetto della Fondazione Toscanini

Che la gomma degli pneumatici esausti possa dar vita a creazioni dal design unico e originale è ormai un fatto acclarato; ma che tale materiale possa essere lavorato per creare pannelli fonoassorbenti è una novità recente, che ha già cominciato a rivoluzionare il modo di isolare a livello acustico le costruzioni civili e industriali.

La Fondazione Arturo Toscanini di Parma isola una sala prove con pannelli fonoassorbenti riciclati

Un primo esempio in questo senso è stato l’isolamento con pannelli di penumatici riciclati della sala prove Gavazzeni del Centro Musicale Arturo Toscanini di Parma, città la cui tradizione musicale, specialmente in ambito classico, è ben nota.

Il progetto, realizzato dalla Fondazione Arturo Toscanini in collaborazione con Ecopneus, Genesis e con lo Studio A+C Architettura e Città, risulta essere un unicum nel suo genere e oltre a rivelare le potenzialità inespresse di un materiale di risulta come gli pneumatici frusti può essere un esempio di isolamento acustico eco-compatibile per tutti i progetti edilizi di qui a venire, creando quel famoso circolo virtuoso in cui la destinazione d’uso degli oggetti pare essere praticamente senza fine.

pneumatici

Un’opera frutto di numerosi studi di acustica

Come abbiamo avuto già modo di sottolineare in apertura, la vocazione lirica della città di Parma è nota in tutto il mondo, grazie alla musica scritta da maestri assoluti come Giuseppe Verdi e lo stesso Toscanini, ed è per questo che la valenza del progetto diviene ancora più importante in un contesto come una sala prove, che viene utilizzata da musicisti professionisti per provare le overture e le arie dei più celebri pezzi d’opera mondiali e che di conseguenza richiede un risultato ai massimi livelli in termini di isolamento acustico.

Ecco quindi che gli studi di acustica che hanno preceduto l’impiego dei pannelli fonoassorbenti riciclati sono stati approfonditi e della massima serietà, andando in primo luogo a valutare le caratteristiche dell’ambiente in questione, in modo tale da garantire la migliore qualità possibile del suono che si sviluppa ogni giorno in tale luogo.

Ciò ha richiesto ovviamente l’intervento di esperti del settore, i quali hanno saputo mettere a frutto gli studi preliminari per insonorizzare al meglio le pareti della sala Gazzaveni, dando così la possibilità a gli strumentisti di svolgere al meglio il loro lavoro.

Per unire bellezza, arte e sostenibilità ambientale in un’unica installazione

Stando ai dati rilevati dagli ingegneri acustici, la gomma riciclata degli pneumatici sarebbe risultata il miglior materiale isolante per la sala prove della città emiliana, in virtù del suo elevato potere fonoassorbente e della sua grande elasticità, che unita a una resistenza notevole nel tempo ha convinto gli esperti circa il suo utilizzo.

Un risultato decisamente positivo, che stando a quanto ha dichiarato al quotidiano La Repubblica il sovrintendente della Fondazione Toscanini, il maestro Luigi Ferrari, dimostra come “In Italia è possibile realizzare opere belle, utili e sostenibili sia ambientalmente che economicamente’”.

Ecco quindi che il successo di questo progetto può costituire la via da seguire negli anni a venire per isolare non solo ambienti delicati come quello di una sala prove d’orchestra, ma anche edifici ad utilizzo residenziale, commerciale e industriale, unendo i benefici della sostenibilità ambientale a quelli della bontà del materiale impiegato.

Un materiale ottimo anche per attutire le vibrazioni

La poliedricità dell’utilizzo di pannelli fonoassorbenti in gomma riciclata è testimoniata anche dalla loro capacità di assorbire almeno parzialmente le vibrazioni e i vari rumori che caratterizzano gli edifici; per questo li si può ad esempio installare negli uffici, ma anche al di sotto dei solai dei pavimenti, allo scopo di ridurre il rumore da calpestio quotidiano.

Inoltre se avete bisogno di concentrarvi al massimo all’interno del vostro studio o laboratorio, mediante questi profilati potrete tenere lontani i rumori molesti e avere sempre il silenzio e la giusta atmosfera per portare avanti al meglio i vostri progetti.

Infine possono essere installati sulle pareti di locali industriali che ospitano macchinari e impianti rumorosi, che producono un elevato inquinamento acustico, così come all’interno delle caldaie condominiali e degli ascensori.

Gli penumatici riutilizzati: una vera e propria fonte inesauribile di prodotti

Oltre alla realizzazione di pannelli fonoassorbenti gli pneumatici fuori uso vengono utilizzati per realizzare asfalti e prodotti da stendere sul manto stradale, così come cordoli, spartitraffico e dossi per far rallentare le vetture in determinate zone della città.

La loro versatilità, la loro elasticità e la capacità di attutire urti e vibrazioni li rende un materiale utile per realizzare beni di consumo di ogni tipo – come ad esempio pavimenti per strutture sportive, rivestimenti in gomma per palestre e addirittura piste d’atletica – anche se il contesto stradale e quello dell’arredo urbano rimane quello maggiormente interessato dai processi di riciclo della gomma di pneumatico.

Per avere un’idea della portata dell’indotto che sviluppa il riciclo degli pneumatici vi basti pensare che ogni anno ne vengono sottoposte a processi di riciclaggio circa 240.000 tonnellate, le quali vengono ridotte in granuli e polveri di diversa densità, a seconda dell’utilizzo specifico.

Successivamente la gomma viene trattata con resine a base di poliuretano e con altre componenti plastiche sensibili al calore, per poi essere versata nelle presse e negli stampi che andranno a realizzare il prodotto in questione.

Un processo di smaltimento dai costi praticamente irrisori

Molto spesso l’obiezione he il consumatore medio fa al processo del riciclo è il costo insostenibile: infatti la filiera dello stoccaggio dei materiali di risulta può essere molto lunga, con il conseguente ricarico che va a svuotare le tasche del cliente finale.

Per quanto riguarda nello specifico lo smaltimento dei treni di gomme usate, il costo medio dipende dal tipo di veicolo e di pneumatico che monta, anche se in media smaltire gli pneumatici di un SUV, o di una normale autovettura ha un prezzo pari a 2,50 euro: una cifra decisamente abbordabile, che come abbiamo visto può dare nuova vita a un materiale che di per sé non biodegradabile e che se non stoccato nel modo giusto può provocar gravi danni alla salute dell’uomo e a quella dell’ambiente.

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